Se si toglie la memoria alle cose, esse diventano informazioni, o anche merci, che vengono spostate in uno spazio temporalmente vuoto, astorico. La registrazione dell’informazione è pertanto preceduta dalla cancellazione della memoria, dalla cancellazione del tempo storico. Byung-Chul-Han, Il profumo del tempo. L’arte di indugiare sulle cose, Vita e pensiero 2009
PROUST 100 ANNI DOPO: UNA BREVE RETROSPETTIVA (quarta parte, a cura di Vittorio Panicara) / 32: RIFLESSIONI E INTERROGATIVI
Gli ultimi tre articoli della serie PROUST 100 ANNI DOPO, pubblicata in questo blog, si sono occupati rispettivamente di Proust e il male della banalità (numero 29), di Proust antiebreo (30) e di Proust nostalgico (31). Si tratta di prese di posizione o di teorie infondate, come si è cercato di dimostrare.A questo punto sarà… Continua a leggere PROUST 100 ANNI DOPO: UNA BREVE RETROSPETTIVA (quarta parte, a cura di Vittorio Panicara) / 32: RIFLESSIONI E INTERROGATIVI
Una citazione di Italo Calvino sul turpiloquio.
È solo nella parola che indica uno sforzo di ripensare le cose diffidando dalle espressioni correnti che si può riconoscere l’avvio di un processo liberatorio. Italo Calvino, Le parolacce, Corriere della Sera, 12 febbraio 1978 (in Una pietra sopra, 1980). Un altro articolo sul turpiloquio: Linguaggio da caserma.
L’uso delle parolacce (due citazioni di Giuseppe Antonelli e di Valeria Arnaldi).
Dalla Treccani, Lingua Italiana, 7 marzo 2022 1 Le lettere private dei più importanti personaggi dell’Ottocento erano punteggiate, quasi come le più recenti intercettazioni telefoniche, di espressioni scurrili. L’esemplificazione potrebbe andare da scrittori come Leopardi («la vera letteratura, di qualunque genere sia, non vale un cazzo con gli stranieri») o Carducci, fino a musicisti come… Continua a leggere L’uso delle parolacce (due citazioni di Giuseppe Antonelli e di Valeria Arnaldi).
Linguaggio da caserma (di Raffaele De Rosa).
Ci sono dei momenti nei quali ti sorprendi di trovarti tra persone che parlano una lingua che tu capisci perfettamente, ma che non senti veramente tua. Una lingua fatta di parole che denotano rancore, frustrazione e violenza. Una lingua orribile che esprime una sostanziale pochezza culturale e si rispecchia spesso in comportamenti altrettanto incivili. Ma… Continua a leggere Linguaggio da caserma (di Raffaele De Rosa).
Una citazione di Andrea Zanzotto sulla poesia.
Andrea Zanzotto in un ritratto di Paolo Steffan (Fonte: Wikiquote) La poesia è sempre più di attualità perché rappresenta il massimo della speranza, dell'anelito dell'uomo verso il mondo superiore. Andrea Zanzotto, da Avvenire, 15 febbraio 2011.
Una citazione di Annie Ernaux sull’aborto.
Lotterò fino al mio ultimo respiro affinché le donne possano scegliere se essere madri o meno: la contraccezione e il diritto all'aborto sono un diritto fondamentale, la matrice della libertà delle donne. Annie Ernaux, citato in Raffaella De Santis, È Annie Ernaux la vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura. La scrittrice: "Un grande onore… Continua a leggere Una citazione di Annie Ernaux sull’aborto.
«L’EVENTO» DI ANNIE ERNAUX: LA STORIA DI UN ABORTO (recensione di Vittorio Panicara).
Pubblicato nel 2000 (ma in italiano soltanto nel 2019 presso «L'orma editore»), «L’Evento» di Annie Ernaux, premio Nobel per la letteratura nel 2022, è un libro fortemente autobiografico e ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico (con un film Leone d’Oro a Venezia). Racconta la storia di un aborto, quello della stessa… Continua a leggere «L’EVENTO» DI ANNIE ERNAUX: LA STORIA DI UN ABORTO (recensione di Vittorio Panicara).
Una citazione da «L’evento» di Annie Ernaux.
Forse il vero scopo della mia vita è soltanto questo: che il mio corpo, le mie sensazioni e i miei pensieri diventino scrittura, qualcosa di intelligibile e di generale, la mia esistenza completamente dissolta nella testa e nella vita degli altri. Annie Ernaux, L'evento, L'orma 2022.
«La casa nella foresta di quinoa» di Chiara Badesso.
Quando mi sono approcciata per la prima volta a questa tela, volevo creare qualcosa di magico, fiabesco, colorato, accogliente, allegramente assurdo. Quante volte ho ridipinto tutto, perché il risultato mi sembrava troppo veritiero! Questa è l’ultima versione di una casetta rustica immersa in una foresta in fiore, nei colori dell’alba, dove il vento tiepido soffia… Continua a leggere «La casa nella foresta di quinoa» di Chiara Badesso.
