DUE POESIE DI CARLO MICHELSTAEDTER (1905)

Se camminando vado solitarioper campagne deserte e abbandonatese parlo con gli amici, di risateebbri, e di vita,se studio, o sogno, se lavoro o ridoo se uno slancio d'arte mi trasportase miro la natura ora risortaa vita nuova,Te sola, del mio cor dominatricete sola penso, a te freme ogni fibraa te il pensiero unicamente vibraa te… Continua a leggere DUE POESIE DI CARLO MICHELSTAEDTER (1905)

Due riflessioni di Giacomo Leopardi sulla lingua.

La soverchia ristrettezza e superstizione e tirannia in ordine alla purità della lingua ne produce dirittamente la barbarie e licenza, come la eccessiva servitú produce la soverchia e smoderata libertà dei popoli. I quali ora perciò non divengono liberi, perché non sono eccessivamente servi e perché la tirannia è perfetta e peggiore che mai fosse,… Continua a leggere Due riflessioni di Giacomo Leopardi sulla lingua.

Una poesia che… non è di Giacomo Leopardi: gli scherzi dell’IA (a cura di Vittorio Panicara)

Recanati, statua di Giacomo Leopardi Nell'ora grigia della vita spenta,dove il tempo ha scolpito rughe antiche,si posa il pensiero, stanco, su lentiritorni di sogni, dolci reliquie. In cor l'amaro peso del passato,dove l'innocenza ha perso il volo,come foglia d'autunno, inesorato,cade il sogno, disceso dal cielo. Oh, felicità, miraggio lontano,come le stelle che il ciel celano,svela… Continua a leggere Una poesia che… non è di Giacomo Leopardi: gli scherzi dell’IA (a cura di Vittorio Panicara)

ALCUNE RIFLESSIONI DI GIACOMO LEOPARDI IN TEMA DI MORALE (citazioni dai «Pensieri»).

Sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. (I) La schiettezza allora può giovare, quando è usata ad arte, o quando,… Continua a leggere ALCUNE RIFLESSIONI DI GIACOMO LEOPARDI IN TEMA DI MORALE (citazioni dai «Pensieri»).

Giacomo Leopardi e l’amore universale (citazione dallo Zibaldone).

La fola dell’amore universale, del bene universale, col qual bene ed interesse, non può mai congiungersi il bene e l’interesse dell’individuo, che travagliando per tutti non travaglierebbe per se, né per superar nessuno, come la natura vuol ch’ei travagli; ha prodotto l’egoismo universale. Non si odia piú lo straniero? ma si odia il compagno, il… Continua a leggere Giacomo Leopardi e l’amore universale (citazione dallo Zibaldone).

Citazione dallo Zibaldone di Giacomo Leopardi.

L’idea e l’atto del suicidio gli danno [al suicida] quasi una barbara allegrezza […]; allora è il tempo di quel maligno amaro e ironico sorriso simile a quello della vendetta eseguita da un uomo crudele dopo forte lungo e irritato desiderio, il qual sorriso è l’ultima espressione della estrema disperazione e della somma infelicità. G.… Continua a leggere Citazione dallo Zibaldone di Giacomo Leopardi.

Giacomo Leopardi e «il brutto / poter che, ascoso, a comun danno impera»: note in margine ad «A se stesso» (di Vittorio Panicara).

Perché nell’abbozzo dell’«Inno ad Arimane» (1833) - qui il testo completo - e indirettamente nel finale di «A se stesso» (qui), poesia scritta probabilmente due anni dopo, Leopardi fa riferimento ad Arimane, lo spirito malvagio e distruttore dello zoroastrismo? Il poeta è un nuovo Zoroastro, approdato a una vera e propria religione del Male? Sono… Continua a leggere Giacomo Leopardi e «il brutto / poter che, ascoso, a comun danno impera»: note in margine ad «A se stesso» (di Vittorio Panicara).

«A se stesso» di Giacomo Leopardi, con una riscrittura e una lettura.

Testo originale, XXVIII dei «Canti» Or poserai per sempre, stanco mio cor. Perí l’inganno estremo, ch’eterno io mi credei. Perí. Ben sento, in noi di cari inganni, non che la speme, il desiderio è spento. Posa per sempre. Assai palpitasti. Non val cosa nessuna i moti tuoi, né di sospiri è degna la terra. Amaro… Continua a leggere «A se stesso» di Giacomo Leopardi, con una riscrittura e una lettura.

«Inno ad Arimane» di Giacomo Leopardi (citazione e lettura).

AD ARIMANE (1835)  Re delle cose, autor del mondo, arcanamalvagità, sommo potere e sommaintelligenza, eternodator de' mali e reggitor del moto, io non so se questo ti faccia felice; ma mira e godi, ecc., contemplando eternamente, ecc. Produzione e distruzione, ecc. Per uccider partorisce, ecc. Sistema del mondo, tutto patimenti. Natura è come un bambino,… Continua a leggere «Inno ad Arimane» di Giacomo Leopardi (citazione e lettura).