A Parigi, ancora impressionato dall’angoscioso fantasma della nonna evocato dalla sua telefonata di Doncières, il Narratore vede in salotto la donna così com’è in realtà, anziana e malata: E fu proprio, ahimè, quel fantasma che videro i miei occhi quando, entrando nel salotto senza che la nonna fosse avvertita del mio ritorno, la trovai che… Continua a leggere Malattia e morte della nonna 1 (estratto commentato da «Alla ricerca del tempo perduto» di Marcel Proust).
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«NELLA BELLETTA» DI GABRIELE D’ANNUNZIO (citazione).
NELLA BELLETTA Nella belletta i giunchi hanno l’odore delle persiche mézze e delle rose passe, del miele guasto e della morte. Or tutta la palude è come un fiore lutulento che il sol d’agosto cuoce, con non so che dolcigna afa di morte. Ammutisce la rana, se m’appresso. Le bolle d’aria salgono in silenzio. G.… Continua a leggere «NELLA BELLETTA» DI GABRIELE D’ANNUNZIO (citazione).
Una poesia di Wislawa Szymborska: «Sulla morte senza esagerare».
Non s’intende di scherzi,stelle, ponti,tessitura, miniere, lavoro dei campi,costruzione di navi e cottura di dolci.Quando conversiamo del domaniintromette la sua ultima parolaa sproposito.Non sa fare neppure ciòche attiene al suo mestiere:né scavare una fossa,né mettere insieme una bara,né rassettare il disordine che lascia.Occupata a uccidere,lo fa in modo maldestro,senza metodo né abilità.Come se con ognuno… Continua a leggere Una poesia di Wislawa Szymborska: «Sulla morte senza esagerare».
MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, CENTO ANNI DOPO: 19/20 (La fine del viaggio).
Si conclude con questo articolo il commento a Meriggi e ombre.
«I morti» (l’ultima strofa) di Eugenio Montale.
«I morti» è una delle poesie più impressionanti di Eugenio Montale, da «Ossi di seppia». Sembra dirci che neppure i morti sono destinati a un sereno riposo (ma potrebbe non essere davvero così). I MORTI [...]forse anche ai morti è tolto ogni riposo nelle zolle: una forza indi li tragge spietata più del vivere, ed… Continua a leggere «I morti» (l’ultima strofa) di Eugenio Montale.
Estratto dal «Dialogo di Tristano e un amico» di Giacomo Leopardi.
Amico. Oh dunque, che farete del vostro libro? Volete che vada ai posteri con quei sentimenti così contrari alle opinioni che ora avete? Tristano. Ai posteri? Io rido, perché voi scherzate; e se fosse possibile che non ischerzaste, più riderei.[…]Amico. Ma in fine avete voi mutato opinioni o no? E che s'ha egli a fare… Continua a leggere Estratto dal «Dialogo di Tristano e un amico» di Giacomo Leopardi.
L’ULTIMO LEOPARDI E LE POESIE DI CARLO MICHELSTAEDTER: UN CONFRONTO, 3/3 (di Vittorio Panicara).
Si conclude qui il confronto tra i due poeti-filosofi. Lo scopo principale è quello di approfondirne la conoscenza e la comprensione.
«Autunno», poesia di Linda Fallea.
AUTUNNO È la stagione che pulisce.Sembra faccia della mortela natura sua,ma, in vero, di rinascita tutto travolge. Ascolto gocce d’acquasuonare musica che incantalevare via lo sporcoe quel che, irrispettosa, l’anima insozzò.Il cielo sa e tutto lava,anche gli incontri che infangaronotutto quello che sfiorarono. Lo sporco,dal sole illuminato e dal caldo imputridito,sotto la pioggia ora scivola… Continua a leggere «Autunno», poesia di Linda Fallea.
«Questo cielo di viola» di Liliana Pinzani Leins (15/20)
«Questo cielo di viola» è diviso in due atti: «I miei muri» e «La luna al maschile». La parte 15 fa parte del secondo atto.
«All’Isonzo» di Carlo Michelstaedter.
ALL'ISONZO Dalle nevose gole, dai torbidimonti lontani con lena rabida,con aspro sibilo soffia la raffica,rompe la densa greve nebbia,stringe le basse grigie nubie le respinge in onde gravide. Passa radendo sui pioppi tremolisul nero piano incombe il pesodella ciclopica lotta dell'etere.Ma a lei più forte risponde l'impetoselvaggio e giovine del fiume rapidocui le corrose ripe… Continua a leggere «All’Isonzo» di Carlo Michelstaedter.
