Una poesia di Wislawa Szymborska: «Sulla morte senza esagerare».

Non s’intende di scherzi,stelle, ponti,tessitura, miniere, lavoro dei campi,costruzione di navi e cottura di dolci.Quando conversiamo del domaniintromette la sua ultima parolaa sproposito.Non sa fare neppure ciòche attiene al suo mestiere:né scavare una fossa,né mettere insieme una bara,né rassettare il disordine che lascia.Occupata a uccidere,lo fa in modo maldestro,senza metodo né abilità.Come se con ognuno… Continua a leggere Una poesia di Wislawa Szymborska: «Sulla morte senza esagerare».

Una poesia di Lucilla Trapazzo (dalla raccolta «La formula della distanza»).

Esiste un campo azzurro dei ricordilì continui a prendermi per manoe a sciogliere le ombre.Semprerosse impavide e sfrontatecrescono al canto spudorato degli insetti. Esiste poi il giardino lento della dimenticanzacorredo di magliette e brache che svaniscenegli armadi. Saremo tutti stelle un giornoconteniamo moltitudini. Divina solitudine di un campo di papaveri. Lucilla Trapazzo, «La formula della… Continua a leggere Una poesia di Lucilla Trapazzo (dalla raccolta «La formula della distanza»).

BOW1: Trasformazione materia-energia (E=mc2) / QUADRO 2.

Spiegazione del quadro Distribuzione spazialeL’opera si apre verso destra, con la figura principale, femminile, sensuale, umana, immersa in una danza silenziosa e caotica di dissoluzione. Non ci sono confini: solo luce, polvere dorata e frammenti. I capelli, così come il vestito, spariscono oltre lo spazio visibile. L’ambiente è caldo, quasi sacro, senza tempo. Dissoluzione della… Continua a leggere BOW1: Trasformazione materia-energia (E=mc2) / QUADRO 2.

MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 17/20 (Vasca, Egloga, Flussi, Clivo).

Il discorso avviato e sviluppato negli "ossi brevi" e in Mediterraneo viene ripreso in Meriggi e ombre e innesca un'evoluzione sorprendente in tutta la sezione.

«Le tre parole più strane» di Wisława Szymborska

LE TRE PAROLE PIÙ STRANE Quando pronuncio la parola Futuro,la prima sillaba già va nel passato. Quando pronuncio la parola Silenzio,lo distruggo. Quando pronuncio la parola Niente,creo qualche cosa che non entra in alcun nulla. Da L'attimo, 2002, in Wisława Szymborska, La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), traduzione: Pietro Marchesani, Adelphi, 2009.

«Il bosco (Grüenwald)» di Linda Fallea.

C’è un bosco davanti casa mia,si assottiglia ogni anno di più;stagione dopo stagione,scruto dalla finestra gli albericambiare nel colore,traboccaredi foglie e qualche frutto:ghiande, pigne, castagne…alcune finiscono in un cesto,vicino a una candela,forse in un lavoretto di bambini;altre cadonoe restano lì a marcire,affondate nel fango.Un colpo di ventoe gli alberi si spogliano,del tutto, secchi,che a guardarlila… Continua a leggere «Il bosco (Grüenwald)» di Linda Fallea.

«Canzone» di T. S. Eliot.

CANZONE Se Tempo e Spazio, come i Saggi dicono,sono cose che mai potranno essere,il sole che non cede al mutamentonon è per nulla superiore a noi.Così perché, Amore, dovremmo speraredi vivere un secolo intero?La farfalla che vive un solo giornoè già vissuta per l’eternità. I fiori che ti diedi allorché la rugiadatremolava sul tralcio rampicante,prima che… Continua a leggere «Canzone» di T. S. Eliot.