Una riflessione di Cesare Pavese sulla poesia.

6 ottobre. Che qualcuna delle ultime poesie sia convincente, non toglie importanza al fatto che le compongo con sempre maggiore indifferenza e riluttanza. Nemmeno importa molto che la gioia inventiva mi riesca qualche volta oltremodo acuta. Le due cose, messe insieme, si spiegano coll’acquisita disinvoltura metrica, che toglie il gusto di scavare da un materiale… Continua a leggere Una riflessione di Cesare Pavese sulla poesia.

«Due poesie del 1946» di Cesare Pavese.

Le piante del lagoti hanno vista un mattino.I sassi le capre il sudoresono fuori dei giorni,come l’acqua del lago.Il dolore e il tumulto dei giorninon scalfiscono il lago.Passeranno i mattini,passeranno le angosce,altri sassi e sudoreti morderanno il sangue– non sarà cosí sempre.Ritroverai qualcosa.Ritornerà un mattinoche, di là dal tumulto,sarai sola sul lago. Anche tu sei… Continua a leggere «Due poesie del 1946» di Cesare Pavese.

L’INCIPIT DI «LA LUNA E I FALÒ» DI CESARE PAVESE (con un breve commento di Vittorio Panicara).

C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c’è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch’io possa dire «Ecco cos’ero prima… Continua a leggere L’INCIPIT DI «LA LUNA E I FALÒ» DI CESARE PAVESE (con un breve commento di Vittorio Panicara).

Citazione da «La luna e i falò» di Cesare Pavese (incipit).

C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c’è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch’io possa dire «Ecco cos’ero prima… Continua a leggere Citazione da «La luna e i falò» di Cesare Pavese (incipit).