Sento una nostalgia di qualche cosa, figlio mio Forse di un nuovo centro di purezzauna ipotesi di vita contadina, di cose andatedi piatti caldi di formaggi e pani e di vino rosso una felicità di ierinon colta allorache forse è nostalgiadi un dopo. Trovo invece una zoppia del mondosconnessi e dissonanti conteniamosolitudini. Dove il cuore… Continua a leggere DUE POESIE DI LUCILLA TRAPAZZO (con commento di Vittorio Panicara)
Categoria: amore
Una poesia di Lorenzo Foltran dalla raccolta «Khalvat».
Ha bisogno di uscire in compagnia chi ha scelto di isolarsi con la persona amata e si delizia di intima solitudine? Il segreto versato nel bicchiere, se nascosto, ha più gusto. Che beva poco vino come un saggio in cerca di sapienza o che satireggiando alzi la coppa insieme alla sua ninfa, nell’ultimo sorso… Continua a leggere Una poesia di Lorenzo Foltran dalla raccolta «Khalvat».
«Ama la vita» (di Vittorio Panicara).
Dedicato a C. B. e a L .T., Chiarità e Luce
L’APPARIZIONE (di Vittorio Panicara)
Un anonimo mi ha inviato in traduzione un documento molto dubbio, che sarebbe databile nel Trecento (dice lui). Il giovane Francesco di messer Petracco aretino si rivolgerebbe qui al padre, raccontando la vicenda in terza persona del suo innamoramento e assumendo lo pseudonimo di Agapius. Lo pubblico per chi eventualmente abbia voglia di leggerlo. Amare… Continua a leggere L’APPARIZIONE (di Vittorio Panicara)
La riscrittura della novella di Lisabetta da Messina (Decameron, IV, 5).
L'adattamento teatrale della novella di Lisabetta da Messina
«Due, voci» di Lorenzo Foltran.
Due, voci La parola del Due si fa testodando senso allo scritto.Solo una delle voci fino adessoha detto del segreto,dell’accordo divino del suo stato,mentre l’altra ha taciuto.Non per disinteresse il suo silenzio,medesimo è il volere.Il Verbo si sostanzia con l’assenso,il patto delle parti.Il Due parla e si ascolta, voce univoca:mistero della fede. Lorenzo Foltran, Khalvat,… Continua a leggere «Due, voci» di Lorenzo Foltran.
«Uscita dal cinema» di Wisława Szymborska.
Uscita dal cinema Luccicavano i sogni sulla tela bianca.Due ore di scaglie lunari.C’era l’amore su una triste melodia,c’era il ritorno felice dal vagare. Il mondo dopo una fiaba è bruma.Con visi e ruoli incolti.La ragazza le sue pene intona.e il soldato quelle del partigiano. Torno a voi, nel mondo vero,colmo di fato, fitto e fosco… Continua a leggere «Uscita dal cinema» di Wisława Szymborska.
Ancora citazioni da «Dalla parte di Swann» di Marcel Proust.
…il colpo di genio del primo romanziere fu proprio quello di comprendere che nel meccanismo delle nostre emozioni l’immagine è l’unico elemento essenziale, e che la semplificazione consistente nella pura e semplice soppressione dei personaggi reali avrebbe dunque costituito un perfezionamento decisivo. Un individuo reale, per quanto possiamo simpatizzare con lui, è percepito in gran… Continua a leggere Ancora citazioni da «Dalla parte di Swann» di Marcel Proust.
Altre citazioni da «Combray» di Marcel Proust.
Tra le citazioni proposte, la prima costituisce la prima volta in cui nella Recherche compare la memoria involontaria. Per il loro contesto ci sono due link tratti dallo stesso blog.
LE NOTTI OSCURE DI LUCHINO VISCONTI («Le notti bianche»: recensione di Vittorio Panicara).
Il film, in bianco e nero, è una libera trasposizione cinematografica del celebre romanzo breve Le notti bianche (1848) di Fëdor Dostoevskij. Fu realizzato da Luchino Visconti nel 1957, tra Senso (1954) e Rocco e i suoi fratelli (1960). L’ambientazione a Livorno venne messa in scena al Teatro 5 di Cinecittà; la vicenda si svolge… Continua a leggere LE NOTTI OSCURE DI LUCHINO VISCONTI («Le notti bianche»: recensione di Vittorio Panicara).
