“LE STIRPI CANORE”, poesia di Gabriele D’Annunzio.

LE STIRPI CANORE I miei carmi son prole delle foreste, altri dell’onde, altri delle arene, altri del Sole, altri del vento Agreste. Le mie parole sono profonde come la radici terrene, altre serene come i firmamenti, fervide come le vene degli adolescenti, ispide come i dumi, confuse come i fumi confusi, nette come i cristalli… Continua a leggere “LE STIRPI CANORE”, poesia di Gabriele D’Annunzio.

DUE POESIE DI LUCILLA TRAPAZZO (con commento di Vittorio Panicara)

Sento una nostalgia di qualche cosa, figlio mio Forse di un nuovo centro di purezzauna ipotesi di vita contadina, di cose andatedi piatti caldi di formaggi e pani e di vino rosso una felicità di ierinon colta allorache forse è nostalgiadi un dopo. Trovo invece una zoppia del mondosconnessi e dissonanti conteniamosolitudini. Dove il cuore… Continua a leggere DUE POESIE DI LUCILLA TRAPAZZO (con commento di Vittorio Panicara)

Una poesia di Lucilla Trapazzo (dalla raccolta «La formula della distanza»).

Esiste un campo azzurro dei ricordilì continui a prendermi per manoe a sciogliere le ombre.Semprerosse impavide e sfrontatecrescono al canto spudorato degli insetti. Esiste poi il giardino lento della dimenticanzacorredo di magliette e brache che svaniscenegli armadi. Saremo tutti stelle un giornoconteniamo moltitudini. Divina solitudine di un campo di papaveri. Lucilla Trapazzo, «La formula della… Continua a leggere Una poesia di Lucilla Trapazzo (dalla raccolta «La formula della distanza»).

«Vacue vacanze» (poesia di Linda Fallea).

Paradeplatz, Zurigo Nel tempo di festa, talvolta,il vuoto è più vuotoe un sottile dolore si insinua;può venire da dentro, dallo spazio nel tempo ceduto etrasudare in un corpo che duole.Le gocce di pianto, che colano dentro,in un succo di male consumanoe il dolore lavora, lavora.Talvolta, smaglianti sorrisicelano ad arte il male dell’anima,quello capace di togliere… Continua a leggere «Vacue vacanze» (poesia di Linda Fallea).

«Disattenzione», poesia di Wisława Szymborska.

Disattenzione Ieri mi sono comportata male nel cosmo. Ho passato tutto il giorno senza fare domanda, senza stupirmi di niente. Ho svolto attività quotidiane, come se ciò fosse tutto il dovuto. Inspirazione, espirazione, un passo dopo l’altro, incombenze, ma senza un pensiero che andasse più in là dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.… Continua a leggere «Disattenzione», poesia di Wisława Szymborska.

«Due, voci» di Lorenzo Foltran.

Due, voci La parola del Due si fa testodando senso allo scritto.Solo una delle voci fino adessoha detto del segreto,dell’accordo divino del suo stato,mentre l’altra ha taciuto.Non per disinteresse il suo silenzio,medesimo è il volere.Il Verbo si sostanzia con l’assenso,il patto delle parti.Il Due parla e si ascolta, voce univoca:mistero della fede. Lorenzo Foltran, Khalvat,… Continua a leggere «Due, voci» di Lorenzo Foltran.

MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 18/20 (Arsenio, Crisalide, Marezzo)

Arsenio apparve nella seconda edizione di Ossi di seppia (1928) ed è l’ultima poesia in ordine cronologico; riprende molti motivi della prima parte di Meriggi e ombre, ma occupa un posto a sé nella raccolta (è autonoma come seconda delle tre parti della sezione). Crisalide e Marezzo, invece, compaiono già nella prima edizione del ’25… Continua a leggere MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 18/20 (Arsenio, Crisalide, Marezzo)

MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 17/20 (Vasca, Egloga, Flussi, Clivo).

Il discorso avviato e sviluppato negli "ossi brevi" e in Mediterraneo viene ripreso in Meriggi e ombre e innesca un'evoluzione sorprendente in tutta la sezione.