COME VALUTARE UN TESTO “LETTERARIO”: INDICAZIONI E CRITERI (di Vittorio Panicara)

Questo articolo è piuttosto teorico, ma fa da “genitore” ad altri articoli, molto più concreti, forse una dozzina, che volta per volta mostreranno l’applicazione dei criteri con esempi testuali. La griglia che presento è soltanto mia e va presa quindi con beneficio d’inventario. Grazie per l’attenzione.

Una poesia di Lorenzo Foltran dalla raccolta «Khalvat».

  Ha bisogno di uscire in compagnia  chi ha scelto di isolarsi  con la persona amata e si delizia di intima solitudine?  Il segreto versato nel bicchiere, se nascosto, ha più gusto. Che beva poco vino come un saggio in cerca di sapienza o che satireggiando alzi la coppa insieme alla sua ninfa, nell’ultimo sorso… Continua a leggere Una poesia di Lorenzo Foltran dalla raccolta «Khalvat».

Una presentazione semplice, anche troppo (a cura di V. Panicara).

Va di moda prendere di mira i classici, magari presentando in modo misero persino «Ossi di seppia» di Eugenio Montale. La critica letteraria italiana è morta.

Due citazioni di Eugenio Montale tratte da «Sulla poesia».

In questi due estratti Montale esprime le sue perplessità sull'arte definita "ermetica", quella dei "poeti oscuri". Nel secondo estratto, al contrario, definisce e accetta un'arte che possa dirsi "metafisica".

MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 15/20 (il significato di «Mediterraneo»).

Per leggere l’analisi delle nove poesie di «Mediterraneo» occorre cliccare…qui per le prime trequi per la quarta, la quinta e la sestaqui per le ultime tre. 1: i problemi.Se si trascurasse l’evoluzione sia della vicenda di Mediterraneo che dello schema semantico che la sorregge, bisognerebbe dichiarare insormontabili le tante antinomie che la animano, tutte incentrate… Continua a leggere MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 15/20 (il significato di «Mediterraneo»).

MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 14/20 (Mediterraneo VII, VIII e IX).

L’ultima triade poetica che chiude Mediterraneo riprende i tanti fili del discorso mettendo l’accento sul tema dell’io-protagonista e della parola poetica (una sorta di auto-esame poetologico, con toni di desiderio, esortazione e rimpianto). Al tempo stesso getta luce su tanti interrogativi e propone soluzioni non semplici ma chiarificatrici anche nei confronti del resto dell’intera raccolta.… Continua a leggere MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 14/20 (Mediterraneo VII, VIII e IX).

MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 10/20 (forse un mattino)

Negli ossi brevi fin qui esaminati il ruolo del poeta viene spesso messo in discussione e la parola poetica, messa di fronte alla mancanza di senso di una vita che è male di vivere, si riduce a un canto che singhiozza affine al silenzio. Del resto la folla - la gente nell’affollato corso (da So… Continua a leggere MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 10/20 (forse un mattino)

«Le tre parole più strane» di Wisława Szymborska

LE TRE PAROLE PIÙ STRANE Quando pronuncio la parola Futuro,la prima sillaba già va nel passato. Quando pronuncio la parola Silenzio,lo distruggo. Quando pronuncio la parola Niente,creo qualche cosa che non entra in alcun nulla. Da L'attimo, 2002, in Wisława Szymborska, La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), traduzione: Pietro Marchesani, Adelphi, 2009.