Chi siamo

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Mi chiamo Vittorio Panicara.

Italiano di nascita, di Roma, vivo in Svizzera e sono un ex docente. Più esattamente, sono nato a Via della Pace, vicino Piazza Navona, nel 1953 (da qui VivinPace53 e il logo annesso), e nel 1979 mi sono trasferito nella Svizzera tedesca. I miei legami affettivi con l’Italia sono fortissimi, ma non posso non sentirmi a casa anche nella Confederazione. La doppia cittadinanza sembra illustrare bene la mia situazione.

L’ambito dei miei studi è piuttosto ampio e coincide con i miei interessi e con le discipline che ho avuto la fortuna di insegnare, in virtù della mia laurea italiana in Filosofia (Università La Sapienza di Roma, 1979) e del dottorato in Italiano, conseguito più tardi a Zurigo.  Ho infatti insegnato letteratura, lingua e cultura italiana, storia e filosofia in diverse scuole (liceo Vermigli, Università di Zurigo, DOZ e Istituto di Traduzione e Interpretazione di Winterthur). La mia preferenza va ai classici: Dante, Leopardi, Manzoni, Verga e Pirandello sono gli autori italiani che più ho studiato e insegnato, ma non sono certo i soli che ammiro e coltivo.

Leggo per lo più testi letterari e filosofici, ma negli ultimi anni ho approfondito molti temi di linguistica. Mi piace scrivere brevi saggi critici su autori che mettono in rilievo con le loro opere i grandi temi della vita, del pensiero e della Storia. Non mi dispiacciono i problemi dell’attualità, soprattutto quelli politici, e mi interesso attivamente sia del Paese in cui vivo, la Svizzera, sia di quello che mi ha dato i natali, l’Italia.

Ciò che mi propongo è soprattutto di “contagiare” voi tutti con il mio amore per la cultura, oggi un po’ troppo al margine della vita sociale e della comunicazione di massa.

Molto altro ci sarebbe da dire, ma ci sarà tempo in futuro …

Un caro saluto da Vittorio Panicara.

Buongiorno a tutti!

Sono un dottore in italianistica sebbene i miei interessi comprendano anche altri campi come la biologia, il teatro, la psicologia, la medicina, l’arte, la cultura greca e latina.

Il mio contributo a questo blog si propone semplicemente di fornire degli spazi di riflessione su problematiche inerenti l’uomo e tutto ciò che ruota intorno ad esso. E per fare ciò mi servirò dei piccoli strumenti culturali che ho a disposizione per provare a sollecitare dubbi, creando un terreno fertile al confronto libero, veicolo di crescita intellettuale e personale. Sollevare argomentazioni significa stimolare lo spirito critico, oggi molto spesso sopito o tendente ad uniformarsi alla massa; vuol dire allenare la capacità di dissentire; abitua ad avere una opinione sul mondo e, allo stesso tempo, a metterla costantemente in discussione.

La cultura, questo bene supremo a cui va il mio più grande amore, deve essere un mezzo e non un fine, uno strumento per essere eclettici, per capire la vita e l’uomo e per non essere schiavi di nessuno di quei sistemi che ci vorrebbero piegati alla loro logica, costringendoci al silenzio. 

In futuro, ci saranno varie occasioni per poter esprimermi su tanti fronti.

Un saluto da Maresa.

Sono Chiara di nome, talvolta anche di fatto!

Sono originaria di Reggio nell’Emilia, mia mamma è emiliana, mio papà grossetano e, da parte di papà, ho parenti che vengono da Veneto e Liguria. Ho frequentato il liceo scientifico e ottenuto una prima laurea in fisioterapia, concentrandomi principalmente sui pazienti neurologici e scrivendo una tesi di neuropsicologia sui disturbi dell’attenzione nel post-coma. Curiosa di sapere come funzionasse la comunicazione pubblicitaria, ho frequentato un corso intensivo di un anno in ambito marketing e commercio, per poi aggiungervi un bachelor e un master in lingue applicate e traduzione specialistica.

Ho lavorato per anni in ambito riabilitativo, con persone di tutte le età affette da patologie neurologiche acquisite e congenite, con l’obiettivo di restituire loro l’autonomia e la motivazione ad “andare avanti”. In qualità di esperta di lingue, mi sono dedicata con passione alla semplificazione testuale per un ampio pubblico di lettori e alla revisione stilistica e concettuale di documenti tradotti e monolingui. Dopo circa sei anni di assistenza direttiva presso la borsa di Zurigo, ho deciso di tornare “all’ovile”, migliorando documenti medici di varia natura e insegnando italiano, grammatica e analisi testuale. Non da ultimo, da qualche anno ho anche “riattivato” qualcosa che giaceva in me silente da tanto: la pittura.

Da brava giramondo, ho vissuto in Italia, nel Regno Unito, per poi approdare nella Svizzera tedesca, dove vivo dal 2008. Ho anche affrontato due pellegrinaggi, da Canterbury a Roma e dai Pirenei a Santiago de Compostela, assieme a mio papà e alla mia sorella più piccola. Questi, mi hanno fatto capire i miei limiti e i miei punti forza fisici e mentali, come quelli di coloro che hanno camminato al mio fianco, ampliando le mie vedute su di me e su ciò che mi circonda. Non mi sono mai posta il “problema” dell’appartenenza a una cultura o a un’altra, forse perché, dentro di me, lascio che diversi aspetti assorbiti in vari paesi convivano più o meno pacificamente (a seconda delle fasi di vita), o forse perché sono un pò zingara di natura.

Potrei definirmi una mente eclettica, una via di mezzo fra analisi razionale ed emotività, un piccolo vulcano con brevi fasi di quiescenza.

Gli ambiti che più mi affascinano e a cui mi dedico nel tempo libero sono la fisica quantistica, la psicologia, la medicina e in particolare la neurologia, la pittura, il canto, la danza, la grammatica e le culture. Adoro viaggiare e imparare. Ho una percezione del tutto personale del tempo e una visione “trasversale” di ciò che mi circonda. Questo blog costituisce, per me, il “campo da gioco” ideale per mettere a confronto diverse discipline, un’occasione per allargare sempre di più le mie vedute (e, spero, quelle di chi ci legge).

Auguro a noi e a voi buon divertimento 🙂

Sono Lorenza Pescia de Lellis.

Sono nata e cresciuta a Canobbio, vicino a Lugano, nel Canton Ticino, ma poi, come molti ticinesi, mi sono trasferita a Zurigo per studiare e lì ho conseguito il dottorato in linguistica italiana. Zurigo è una città che mi è piaciuta molto fin da subito, malgrado gli inverni grigi e le estati troppo brevi. All’inizio pensavo che non ci sarei rimasta più di cinque o sei anni, massimo massimo otto. E invece… ci sono rimasta parecchio a lungo, studiando e lavorando al Romanisches Seminar con il prof. Michele Loporcaro e in seguito all’Istituto di Traduzione e Interpretazione di Winterthur. E quando mi ero abituata all’idea di rimanerci fino alla pensione, ecco che mi sono trasferita con tutta la famiglia a Princeton, negli Stati Uniti. Siamo a metà strada tra New York e Philadelphia, due città interessanti e attrattive dal punto di vista culturale ma che per il momento abbiamo visto soltanto di passaggio a causa del covid. Appena sarà possibile, mi fionderò al Metropolitan Museum.
Mi piace riflettere (e forse a volte rifletto troppo), soprattutto quando sono immersa nella natura. Abituata al confronto tra italiano ticinese e italiano d’Italia (per ragioni familiari e di lavoro), mi piace meditare sulla connessione tra linguaggio e società, sulle parole, sul loro significato nelle diverse varietà linguistiche, sulla loro storia, sulle traduzioni e sul loro legame con la cultura. E mi piace riflettere sul mondo, su quello che succede ora e in passato. Vedo nella letteratura (dai classici ai fumetti), nell’arte, nella musica, nel teatro, nella storia ma anche nella scienza – dunque, meglio, nella cultura in senso ampio – delle chiavi che permettono di aprire molte porte sulla società, la storia e la propria vita.
Collaborare a questo blog significa per me mantenere un legame con l’Europa, con la cultura europea e la sua società e con i miei contributi torno a degli antichi amori: quello per la scrittura e la divulgazione culturale.

Mi chiamo Raffaele De Rosa.

Sono italiano di origine e svizzero di adozione.

Che cosa significa essere “italiano”? Sono nato e ho vissuto l’infanzia e gli anni giovanili fino all’università tra le Dolomiti, più precisamente a Feltre in provincia di Belluno, ma sono figlio di immigrati pugliesi di Trani (cittadina famosa per la bellissima cattedrale sul mare). Il mio nome e cognome, comunque, sono diffusissimi in Campania. Nonno Raffaele, il padre di mio padre, era napoletano. La madre di mia madre, nonna Maria, era palermitana. Veneto, Puglia, Sicilia e Campania sono, dunque, regioni italiane che mi hanno influenzato in vari modi.

Durante gli anni di studio universitario in Italia ho conosciuto una ragazza svizzera che poi è diventata mia moglie. Per questo motivo posso dire, senza ombra di dubbio, di essere diventato cittadino elvetico per ragioni affettive. Ho tre figli adulti e bilingui italiano/tedesco.

Fin dall’infanzia sono stato attratto dai dialetti e dalle lingue degli altri. Per la verità sono stato allevato solo in italiano, conformemente alle regole (non scritte) vigenti tra la buona borghesia meridionale, ma la dialettofonia dei nonni era molto evidente in determinate situazioni.

Ho studiato Lingue e Letterature straniere allo IULM di Milano dove ho conosciuto una “strana” materia chiamata Filologia germanica di cui mi innamorai follemente. Mi appassionai di Linguistica storico-comparata e decisi che volevo insegnarla in un’università in Italia. Raggiunsi il mio obiettivo dopo aver studiato in Germania a Freiburg in Breisgau e aver conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Zurigo. Nel frattempo, avevo messo le mie radici in Svizzera e, alla fine, ho deciso di rimanerci per sempre.

La vita professionale di un germanista italofono in un Paese di lingua tedesca non è facile. Per questo motivo ho dovuto ampliare le mie competenze anche in altri settori della Linguistica attingendo dalla mia preparazione umanistica italiana.

Attualmente sono un libero docente che si occupa dell’insegnamento dell’italiano per adulti e di temi collegati con la Linguistica interculturale nel senso più ampio del termine.

In questo blog mi piacerebbe presentare alcune riflessioni personali proprio su questi temi.  

Eccomi, sono Linda Fallea.
Sono italiana e svizzera, “originaria di Zurigo” … In realtà, sono nata a Palermo, dove, dopo gli studi umanistici, mi sono laureata in giurisprudenza e sono “una mamma italiana in Svizzera” (che poi è il sottotitolo del mio libro “Il peggio (non) è passato”). Vivo a Zurigo, dove sono arrivata per seguire quel bel ragazzo conosciuto a Palermo ai tempi dell’università, che oggi è mio marito e italosvizzero lo è di sangue. È la solita storia: in Italia sono la svizzera, quella che “hai fatto bene ad andartene” (loro però sono rimasti) e in Svizzera sono l’italiana che “come fai a vivere lontana dal sole della Sicilia?”. Pazienza. Ecco spiegata la mia doppia cittadinanza: sono un “cuore in fuga”, come dice il nostro caro Raffaele De Rosa, che scrive in questo blog!

Non so perché una ragazzina che dipingeva, frequentava un gruppo teatrale, ascoltava musica e aveva sempre mal di testa, abbia scelto il Classico e dopo Legge; di fatto, ho insegnato diritto a San Gallo e italiano giuridico e commerciale, come formatrice di adulti, a Zurigo. Si studia sempre e così mi sono abilitata Consulente RVAE per il riorientamento e bilancio delle competenze. La passione per la scrittura è diventata lavoro: una rubrica, le collaborazioni editoriali e la pubblicazione di un libro, dove tratto con humor e rispetto, le differenze tra le culture. Ho studiato Improvvisazione teatrale, andando in scena con una compagnia di Playback Theater e ho tenuto, a mia volta, laboratori per studenti. Scrivo poesie, amo viaggiare, dipingere e mi dedico al volontariato. La musica mi segue ovunque: ogni fase della mia vita ha una sua colonna sonora.

Spesso vengo paragonata a un “vulcano”, forse per la mia energia, creatività e l’arte del saper appassionare la gente, o chissà … per i capelli. La natura sbaglia di rado: i miei boccoli a Zurigo soffrono un po’, ma riprendono vigore appena vado al mare e questo la dice davvero lunga su molto altro. Il loro colore rosso? È opera del parrucchiere e mi va bene così! 


Sono Giuseppe Pietramale

Quando mi è stato chiesto se avessi voluto collaborare a questo blog, ho avuto molte perplessità. Ho pensato “e come?”, visto che non ho una formazione specialistica. Mi sarebbe piaciuto molto, ma… Non sono uno scrittore. Non sono un docente. Non sono un artista, ma semplicemente un appassionato di tutto ciò che di bello ci circonda. Non sono un attore, ma calco il palco da sempre (almeno che io ricordi). Ah, di certo sono felicemente sposato e padre di due figli. Anzi, un figlio e una figlia per l’esattezza. Vivo a Thayngen (vicino a Sciaffusa) dal 2011. Facendo due brevi calcoli, fino ad oggi (2025), ho vissuto più tempo in Sicilia, a Bisacquino, che in Svizzera. Non sono un narratore, ma mi attirano le storie. L’essere nato nell’entroterra siciliano, la fortuna di aver conosciuto tre bisnonni, l’educazione alle tradizioni e a non accontentarmi mai, essere stato impastato con proverbi, modi di dire, linguaggi antichi e storie passate, hanno provocato in me sia la passione alla lettura che alla scrittura. Tutto da autodidatta, per essere corretti. Ho scritto sempre, su diari e quaderni, ma di rado ho riletto o revisionato: l’idea di pubblicare ciò che mettevo su carta, non era il mio obiettivo: ho sempre provato a dare una forma più “composta” ai miei mille e mille pensieri e a altrettanti sogni. In alcune occasioni sono riuscito a riassumere alcune esperienze vissute e sono state pubblicate in “formato libro”. Ero un collezionista di stampe, cartoline e immaginette sacre antiche, oggi sono un animatore di lettura di bambini: com’è giocosa la vita. Fino a qualche giorno fa conducevo con il bus le persone da casa a lavoro e viceversa, con i mezzi pubblici a Sciaffusa. Oggi provo a condurle tra i libri della biblioteca comunale di Neuhausen am Rheinfall dove lavoro da più di un anno.

Da quando vivo all’estero, ho organizzato sotto forma di volontariato parecchie attività culturali per la promozione della lingua italiana, in particolar modo attraverso la lettura e la presentazione di libri coinvolgendo tante realtà italofone e svizzere. Tra le tante iniziative, “Una cascata di storie: Sciaffusa libri in scena” è il festival che ho ideato e ha preso forma nel 2022. Oggi è giunto alla terza edizione.

Perché ho deciso alla fine di partecipare a questo blog? La prima risposta che mi è venuta in mente non la scriverò (cioè che sono un incosciente). Probabilmente per mettermi in gioco, senza la pretesa di insegnare niente a nessuno: forse affinché la mia intraprendenza possa spronare chi davvero, meglio di me, può dare un contributo costruttivo per divulgare emozioni. Divulgare bellezza. Grazie fin d’ora a chi avrà l’ardire di leggermi.