Perché la matematica? Ce lo dicono Galileo Galilei, Cartesio, Giordano Bruno, Leonardo da Vinci, Enrico Fermi, Albert Einstein, Bertrand Russell e Ludwig Wittgenstein (di Vittorio Panicara).

Cosa sia e a cosa serva la matematica è domanda che ha attraversato i secoli. Le testimonianze riportate in questo articolo cercano di rispondere al quesito e offrono una panoramica così varia da rendere (purtroppo) ancora più incerto il lettore. E in questo elenco mancano all’appello tanti autori che un breve testo come questo non… Continua a leggere Perché la matematica? Ce lo dicono Galileo Galilei, Cartesio, Giordano Bruno, Leonardo da Vinci, Enrico Fermi, Albert Einstein, Bertrand Russell e Ludwig Wittgenstein (di Vittorio Panicara).

L’incipit di «Lettere a un aspirante romanziere» di Mario Vargas Llosa.

   Caro amico,     la sua lettera ha suscitato in me una vera emozione perché, attraverso quella lettera, ho rivisto me stesso a quattordici o quindici anni, nella grigia Lima della dittatura del generale Odría, esaltato dall’illusione di potere, un giorno o l’altro, diventare scrittore, e depresso dal non sapere in quale direzione muovermi, da… Continua a leggere L’incipit di «Lettere a un aspirante romanziere» di Mario Vargas Llosa.

«Uscita dal cinema» di Wisława Szymborska.

Uscita dal cinema Luccicavano i sogni sulla tela bianca.Due ore di scaglie lunari.C’era l’amore su una triste melodia,c’era il ritorno felice dal vagare. Il mondo dopo una fiaba è bruma.Con visi e ruoli incolti.La ragazza le sue pene intona.e il soldato quelle del partigiano. Torno a voi, nel mondo vero,colmo di fato, fitto e fosco… Continua a leggere «Uscita dal cinema» di Wisława Szymborska.

Incipit tratto da «Il giovane Holden» (di J.D. Salinger ).

    Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.… Continua a leggere Incipit tratto da «Il giovane Holden» (di J.D. Salinger ).

«I morti» (l’ultima strofa) di Eugenio Montale.

«I morti» è una delle poesie più impressionanti di Eugenio Montale, da «Ossi di seppia». Sembra dirci che neppure i morti sono destinati a un sereno riposo (ma potrebbe non essere davvero così). I MORTI [...]forse anche ai morti è tolto ogni riposo nelle zolle: una forza indi li tragge spietata più del vivere, ed… Continua a leggere «I morti» (l’ultima strofa) di Eugenio Montale.

L’incipit di un romanzo di Antonio Manzini.

Secondo giorno di neve. Fioccava e gonfiava d’ovatta soffice tetti, pali della luce e attutiva i rumori della città con quella capacità che ha la neve di silenziare il paesaggio. Le auto procedevano lente lasciando un binario grigio sull’asfalto bianco. Per terra orme di zampe feline segnalavano cammini randagi e i passeri si nascondevano al… Continua a leggere L’incipit di un romanzo di Antonio Manzini.

Politica ed etica secondo Max Weber (citazioni).

[Lo Stato è] quella comunità di uomini che, all'interno di un determinato territorio [...] pretende per sé (con successo) il monopolio dell'uso legittimo della forza fisica ["politica"] significherà aspirazione a partecipare al potere o a esercitare una certa influenza sulla distribuzione del potere, sia tra gli Stati sia, all'interno di uno Stato, tra i gruppi… Continua a leggere Politica ed etica secondo Max Weber (citazioni).

MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 18/20 (Arsenio, Crisalide, Marezzo)

Arsenio apparve nella seconda edizione di Ossi di seppia (1928) ed è l’ultima poesia in ordine cronologico; riprende molti motivi della prima parte di Meriggi e ombre, ma occupa un posto a sé nella raccolta (è autonoma come seconda delle tre parti della sezione). Crisalide e Marezzo, invece, compaiono già nella prima edizione del ’25… Continua a leggere MONTALE E I SUOI OSSI DI SEPPIA, 100 ANNI DOPO: 18/20 (Arsenio, Crisalide, Marezzo)